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Mauro Ferretti vuole il Rieti calcio. La gestione dell’Arezzo fallito e l’avventura al Livorno: ecco chi è

Mauro Ferretti vuole il Rieti calcio. La gestione dell’Arezzo fallito e l’avventura al Livorno: ecco chi è

Mancano due giorni al “tana libera tutti” per il Rieti calcio. Mercoledì 30 giugno gran parte della squadra amarantoceleste sarà libera, salvo qualche tesserato come Falilò, Esposisto, Zona e Magliozzi. Per il presidente Riccardo Curci questo è il momento delle decisioni e di programmare il futuro prossimo, visto che dal 15 al 22 luglio la squadra dovrà essere iscritta la prossimo campionato di Serie D. E proprio in vista del futuro, sabato il patron ha avuto un lungo summit con chi in queste settimane ha fatto registrare un forte interesse nei confronti del suo club.

L’IDENTIKIT – Un incontro avvenuto in città, per parlare e provare a definire una cessione che Curci vuole da anni e andata male in tre episodi: Manthos Poulinakis, Italdiesel e Benedetto Mancini. L’imprenditore o meglio, la coppia di imprenditori, che vorrebbe il Rieti è formato da Mauro Ferretti e Enrico De Martino che vorrebbero chiudere l’operazione nelle prossime settimane.

Ferretti, imprenditore capitolino, è stato al timone dell’Arezzo dal 2013 al 2017, rilevato in serie D da Gino Severini. Il suo nome è legato oltre che ad una salvezza, anche ad una finale di Coppa Italia sfiorata, ad un campionato chiuso a ridosso delle primissime posizioni e a quel playoff che si interruppe in casa dell’Akragas. Poi dal 2017 al 2018 i colpi di scena, con la trattativa saltata con Alessandro Nuccilli (anche lui vicino al Rieti nei mesi passati) e il processo, ancora in corso, per aver fatto fallire il club toscano.

L’AVVENTURA A LIVORNO – Ferretti dopo essere stato lontano per un po’ dal mondo del calcio, nel settembre del 2020 torna in una piazza davvero importante. Come infatti riportava Livorno Today, Ferretti faceva parte del gruppo che rilevò il 69 per cento delle quote del Livorno di Aldo Spinelli. Una ripartizione finanziata da Banca Cerea, e che vedeva come protagonisti Silvio Aimo, Angelo Corniglia, Umberto Casella e ovviamente Mauro Ferretti. Un gruppo poi scomparso nel momento più caldo della stagione e una società che dopo 28 anni di professionismo, con picchi anche in Europa, è retrocessa in Serie D.

I FATTI E IL PROCESSO – Un processo che è ancora in corso, e che vede Mauro Ferretti e Marco Matteoni (l’altro presidente) accusati di bancarotta semplice. Il processo all’ex Us Arezzo che nel marzo del 2018 fallì, dando poi vita grazie all’esercizio provvisorio all’attuale S.S. Arezzo, è iniziato lo scorso marzo 2021. L’ accusa per entrambi è quella di bancarotta semplice per avere aggravato un dissesto societario che già a giugno 2017 era alquanto compromesso.

Era l’ottobre del 2017 quando l’allora presidente dell’Arezzo, Mauro Ferretti, in una conferenza stampa, dichiarava che non aveva più intenzione di restare proprietario dell’Arezzo. Cominciarono una serie di trattative che portarono la società amaranto nelle mani di Marco Matteoni che faceva capo alla società Neos sempre di Roma. Ma è l’inizio della fine. A dicembre sempre del 2017, l’Arezzo con un colpo di scena torna nelle mani di Mauro Ferretti. È il caos, Matteoni dichiara che salverà la società e paga di “tasca sua” uno stipendio. A fine gennaio il pacchetto che era della Programma Mutuo, cioè di Mauro Ferretti e che da questi è passato alla Neos, va nelle mani di Matteoni che a questo punto si prende il 99 per cento dell’Arezzo. L’uno per cento è invece rimasto nelle mani di Orgoglio Amaranto.

Foto: Arezzo Notizie 

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