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Atletica, il settimo titolo assoluto ed il sogno olimpiade: Roberta Bruni la regina del salto con l’asta

Atletica, il settimo titolo assoluto ed il sogno olimpiade: Roberta Bruni la regina del salto con l’asta

Era il 17 febbraio del 2013 quando al Palaindoor di Ancona la stella dell’atletica giovanile Italiana si andava a prendere il suo primo titolo assoluto, incorniciato dal primato Italiano in sala con il salto a 4,60. La reatina Roberta Bruni arrivava già da una medaglia mondiale vinta tra le under 20 a Barcellona nel 2012 ed il 2013 doveva essere l’anno della definitiva ascesa all’olimpo della specialità. Da quel febbraio di 8 anni fa poi purtroppo l’inizio di del calvario, gli infortuni e il campionato Europeo in casa a Rieti non preparato alla perfezione. Alcuni anni di “declino” sempre a causa di tanti infortuni, ma poi il grande ritorno culminato con i mondiali di Doha nel 2019 e la medaglia d’oro vinta alle Universiadi di Napoli sempre nel 2019. Da quel 2013 sono stati poi sette i titoli assoluti vinti dalla Carabiniera di Nazzano Romano, l’ultimo proprio domenica scorsa, sempre al Palaindoor, a quasi otto anni esatti dal primo.

GLI INIZI – Una promessa sin dalle categorie giovanili, quando la giovane reatina spinta dalla professoressa Laura Spagnoli si accingeva a calcare le piste di atletica del reatino. L’amore con il salto con l’asta e con il suo allenatore di una vita Riccardo Balloni, subito sbocciato. Il primo titolo Italiano vinto da cadetta all’olimpico di Roma e l’ascesa verso la maglia azzurra da Allieva e poi da Juniores quando al suo primo anno di categoria vinse il bronzo mondiale allo stadio Olimpico di Barcellona nel 2012. Da lì l’inesorabile miglioramento fino al 4,60 saltato al Palaindoor di Ancona nel 2013 con relativo primo titolo Italiano Assoluto. Indimenticabile l’abbraccio con Balloni, le lacrime di gioia ed il grande sorriso con il tabellone dietro di lei a segnare la misura.

GLI INFORTUNI – Nella carriera della Bruni però questo è stato anche l’inizio di una lunga lotta con i tanti infortuni che non l’hanno fatta spiccare il volo come tutti si aspettavano. Prima la delusione per una medaglia non arrivata nei campionati Europei Under 20 di Rieti sempre nel 2013. Nel 2014 vince il titolo assoluto, il primo all’aperto e il primo Europeo nella categoria assoluta a Zurigo. Poi gli infortuni, ancora loro, ed una preparazione mai svolta al meglio sia fisicamente che tecnicamente. Il periodo tra il 2016 e il 2017 sicuramente il peggiore della sua carriera con un cambiamento anche nella guida tecnica, quando la Bruni si spinge fino a Praga.

2RB – Il ritorno poi in Italia, sempre con Riccardo Balloni. Un duo che non poteva sciogliersi così, un duo che ha dato tanto all’atletica reatina e che nel 2019 è tornato a volare definitivamente. Un anno fantastico quello con una Universiade vinta a Napoli e con una partecipazione ai mondiali di Doha meritatissima. Nel 2020 altri infortuni che non hanno fatto smettere di sognare la Bruni che vince anche il titolo a Padova all’aperto. Ed ora? Ora ancora “oro” per la regina del salto con l’asta, che nel fine settimana scorso ha vinto il suo settimo titolo assoluto, il quarto in sala. Non ci si accontenta e anzi si punta sempre più in alto.

GLI OBIETTIVI E IL FUTURO – Ieri intervistata nella nostra redazione, l’atleta del Gruppo Sportivo Carabinieri, ha parlato di obiettivi e futuro. “Il 4,41 non mi soddisfa e punto sempre più in alto, magari ai 4,50 0 tornare ai 4,60. Sento che sono misure che finalmente sono tornate alla mia portata” – le parole della Bruni sulla prestazione del weekend scorso. “Il mio obiettivo di questa stagione era tornare a questa stabilità tecnica di misure. Nel futuro, ovviamente è l’anno olimpico, Tokyo è nella mente di tutti, farò di tutto per ottenere il minimo. Ringrazio tante persone, dal Gruppo Sportivo dei Carabinieri che mi supporta, a tutto il mio team, dall’allenatore, al gruppo di Rosa e Associati, alla mia consulente Francesca e al mio mental coach Claudio. Tutti insieme lotteremo per portare avanti il nostro obiettivo”.

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