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La mascherina Sherpa, una speranza per gli sport di contatto arriva da Torino

La mascherina Sherpa, una speranza per gli sport di contatto arriva da Torino

Con il mondo dello sport fortemente provato dalla seconda ondata del coronavirus, arriva una piccola speranza: la mascherina Sherpa. Dal politecnico di Torino un lume di speranza per cercare di uscire da questo tunnel infernale che sta tenendo fermo il movimento dilettantistico di tutte le attività sportive di contatto. Un dispositivo di sicurezza che possa permettere agli atleti di continuare a praticare la propria disciplina, cercando di ridurre il più possibile le probabilità di contagio. Una novità che potrebbe diventare una vera e propria svolta e che ha già iniziato la sua fase di prova.

SHERPA – Il progetto ha beneficiato della collaborazione con la materioteca MATto del Politecnico di Torino e della partnership con le aziende Stamperia Alicese di Cavaglià (Biella), che ha curato il confezionamento della maschera e la commercializzazione, Panatex di Montemurlo (Prato) che ha prodotto la struttura portante in tessuto 3D e il Centro di Ricerca della multinazionale UFI Filters di Ala (Trento), leader nella settore della filtrazione, per quanto riguarda il materiale filtrante sostituibile. La mascherina “Sherpa” è già in commercio.

LA PROVA – Un test della Sherpa è stato effettuato da Simone Motola, organizzatore dei playground Giardini Margherita e addetto stampa del comitato regionale Emilia-Romagna della FIP, che ha pensato di collaudarla, con la collaborazione del cestista Gabriele Fin del Bologna Basket 2016. Buono il responso anche se ci sono degli aspetti da migliorare, soprattutto per quanto riguarda la respirazione che viene comunque ridotta dal dispositivo. E’ comunque un primo passo importante che potrebbe segnare un nuovo inizio.

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