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Atletica, Andrew Howe ci crede per Tokyo: obiettivo finale olimpica

Atletica, Andrew Howe ci crede per Tokyo: obiettivo finale olimpica

La stagione dell’atletica leggera si è conclusa ma tutti i grandi campioni già pensano a quello che sarà il loro 2021. Nel 2020 sono venute a mancare le olimpiadi di Tokyo, appuntamento solo rinviato al prossimo anno. Il sogno olimpico è ancora forte nel reatino Andrew Howe che all’età di 35 anni punta alla partecipazione della sua terza olimpiade, e lo vuole fare in grande stile come ha dichiarato nell’intervista di Samuele Ragusa di Eurosport.

IL SOGNO OLIMPICO – L’atleta reatino più vincente di sempre non smette di sognare e dopo anni e anni di infortuni, operazioni e sfortune in campo, punta a partecipare alla sua terza olimpiade in grande stile: “ho le carte in regola per partecipare alla prossima Olimpiade perché ho le idee chiare, so quello che voglio e dove voglio andare a parare, principalmente sul salto in lungo. Inizierò a gareggiare già da questo inverno, l’obiettivo, al momento, è di fare il minimo olimpico visto che non avrò la possibilità di gareggiare moltissimo. Guardo solo alla finale dell’Olimpiade di Tokyo 2021!” – le parole di Howe nell’intervista di Eurosport

IL RITORNO DI FIAMMA – Non è notizia fresca del ritorno di fiamma di Howe per il suo amato salto in lungo. La specialità che ha regalato un argento mondiale al reatino e altri titoli europei, è stata da sempre al centro dei pensieri di Howe che negli anni aveva gareggiato nei 400 metri partecipando anche ad un mondiale di staffetta con la nazionale italiana. Dopo tre anni è tornato a varcare le soglie della pedana del lungo dove vuole tornare ad essere protagonista in campo mondiale. “Tre anni sono parecchi, è vero, ma avevo la sensazione di non aver fatto tutto quello che potevo fare, di non aver chiuso il cerchio. Non sono mai riuscito a tirare fuori il massimo di me, quindi sentivo la voglia di tornare a fare ciò che sapevo di saper fare. Ho voluto prendermi uno o due anni per concentrarmi sulla velocità, per ristabilire l’equilibrio con il mio corpo e recuperare dagli infortuni, visto che tra il 2016 e il 2017 ho avuto diversi problemi fisici tra cui una contusione ossea sul piede di stacco. Per far guarire queste patologie ho deciso di dedicarmi alla velocità, allenandomi soprattutto sui 400m. E’ andata discretamente bene, mi sono avvicinato al mio record personale del 2011. Da lì, ho capito che per tornare ad essere competitivo a livello internazionale dovevo dedicarmi alla mia gara, così ho deciso di chiudere la mia “ultima olimpiade” con il salto in lungo.”

IL NUOVO “TEAM” – Nel suo sogno olimpico Andrew Howe ha deciso di affidarsi alla guida tecnica di Stefano Serranò, allenatore del gruppo sportivo Aereonautica Militare ed ex saltatore: “Mi sento abbastanza bene, sono convinto di poter tornare a far vedere le cose dei tempi migliori: ho cambiato allenatore e ho un intero team che mi supporta. Mia madre, poi, svolge un ruolo da motivatrice. Colui che mi sta seguendo più da vicino venendo a Rieti tutti i giorni, però, è Stefano Serranò, il capo allenatore. È lui che mi sta aiutando di più in questo momento, mi da una mano in qualsiasi cosa e ha lavorato sul programma di preparazione”.

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