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Rieti, Zanchi: “Se si torna a giocare siamo pronti a lottare per la salvezza. Rispettiamo le regole e torneremo alla normalità”

Rieti, Zanchi: “Se si torna a giocare siamo pronti a lottare per la salvezza. Rispettiamo le regole e torneremo alla normalità”

Rimane ancora tutto fermo nel calcio professionistico, senza nessuna decisione presa per il futuro dei campionati condizionati dall’emergenza coronavirus. Nel frattempo i calciatori sono nelle proprie case per rispettare le indicazioni del governo per uscire il prime possibile da questo isolamento forzato, come il difensore del Football Club Rieti, Andrea Zanchi, intervenuto ai nostri microfoni, per raccontarci il suo pensiero sul futuro della stagione e la sua vita in quarantena.

BILANCIO STAGIONALE – “Chiaramente la posizione in classifica parla chiaro, l’ultimo posto non è il massimo che si possa desiderare. Con tutti gli avvicendamenti che ci sono stati essere ancora vivi è sicuramente importante per la piazza e per la squadra. Sicuramente il ritorno di mister Caneo è stato importante e la vittoria con la Viterbese prima dello stop è stata una boccata d’ossigeno importante. Sono convinto che con gli scontri diretti ancora da giocare potremmo dire la nostra senza problemi, purtroppo pesano quei punti di penalizzazione, ma 8 partite sono ancora molte e le speranze salvezza ci sono perchè le avversarie non sono così lontane”.

IL FUTURO DEL CAMPIONATO – “La speranza è quella di tornare a giocare, certo stare fermi due tre mesi e riprendere a luglio ad agosto non sarebbe il massimo. Non è facile bisognerà vedere il decorso del virus. Chi stabilisce le regole decide, noi possiamo avere un’opinione che è quella di tornare a giocare, ma è solo il nostro pensiero. Speriamo in una riunione a breve anche con l’Aic, ma se non calano i contagi il campionato non può riprendere. Prima si rientra e meglio è, anche per creare meno disagi anche a livello economico, ma bisogna fare i conti con questa difficile realtà”.

L’ALLENAMENTO – “Ci alleniamo una volta al giorno in video conferenza con tutta la squadra e poi ci organizziamo in gruppetti, io ad esempio lavoro con Zampa e Marchi in videochiamata. Enrico è avvantaggiato perchè ha il giardino e può correre, io ed Alessandro siamo in palazzina e ci arrangiamo. Per fortuna ci aiuta il prof Garofalo a non perdere tono muscolare. Se ci dovesse essere il rientro ci vorranno almeno due, tre settimane, non tanto per fare una preparazione, ma per prendere il ritmo partita ed evitare di farsi male.

LA VITA IN QUARANTENA – “La routine è sempre la stessa, avendo due bambini in casa non è semplice, devi sempre inventare qualcosa per distrarli, puoi ad esempio giocare in calcio in casa anche se rischi di rompere tutto, ma questi sono i rischi che può correre un papà. Adesso sto cercando di fare il lavoretti da elettricista tipo sistemare la macchinina di mio figlio per farlo divertire in garage, però faccio anche l’uomo di casa, cucino, pulisco. L’augurio è che si possa tornare al più presto alla normalità, la raccomandazione è sempre la stessa: restare a casa. Ridurre al minimo i contatti e le uscite inutili. Bisogna seguire le regole ed essere uniti per uscirne il prima possibile”.

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