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Calcio

LND, il Presidente regionale Zarelli: “Vogliamo terminare i campionati entro il 30 giugno”

LND, il Presidente regionale Zarelli: “Vogliamo terminare i campionati entro il 30 giugno”

Sull’onda del calcio professionistico anche il mondo dei dilettanti tenta di organizzarsi per tornare a giocare quando sarà passata l’emergenza coronavirus. Seguendo le direttive dei decreti ministeriali, il calcio di tutta la regione e tutta la provincia resterà fermo fino al 3 aprile, se non ci saranno ulteriori proroghe, e poi si cercherà di tornare alla normalità per tentare di completare i campionati. Questo è il pensiero che circola tra i dirigenti del calcio dilettantistico e abbiamo chiesto ulteriori informazioni al Presidente del Comitato Regionale del Lazio per la Lnd, Melchiorre Zarelli

OBIETTIVO 30 GIUGNO – “Sono giorni difficili in tutto il Paese nei quali siamo costretti, giustamente, a restare a casa forzatamente”. Questo il primo messaggio del Presidente che chiarisce subito: “Siamo con gli uffici chiusi per le disposizioni ministeriali, ma cercheremo di tornare il prima possibile alla normalità”. Poi una disamina su come proseguire per completare la stagione 19/20: “Noi intendiamo terminare il campionato, è la nostra priorità. Non è assolutamente da escludere che per il calcio a 11 vengano seguite le orme del calcio professionistico con la possibilità di arrivare fino al 30 giugno. Vorremmo evitare i turni infrasettimanali perchè sappiamo tutti le difficoltà che hanno i calciatori dilettanti e sarebbe meglio giocare una gara alla settimana”. Una nota di cauto ottimismo che però deve scontrarsi con la dura realtà di questi giorni: “Per riprendere le attività bisogna attendere le direttive del Governo, non si può pretendere di andare a giocare o ad allenarsi rischiando di essere contaminati. Il 3 aprile è la data fissata per tornare alla normalità, ma a quanto sento e vedo sembra difficile. Noi attendiamo le decisioni della presidenza del consiglio poi quelle della LND.” Infine un appello, anche a chi pensa che il virus non sia un problema del nostro territorio regionale: “Anche qui bisogna restare a casa, perchè non siamo immuni. Bisogna essere vigili e noi lo saremo sempre, sperando che lo sia anche la popolazione”.

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