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Il Rieti sta per voltare pagina: Curci ai saluti dopo 7 anni di presidenza. Oggi il closing?

Il Rieti sta per voltare pagina: Curci ai saluti dopo 7 anni di presidenza. Oggi il closing?

Curci, tempo scaduto. Dopo sette anni di presidenza e cinque di proprietà assoluta, l’imprenditore reatino sta per passare la mano. Oggi con ogni probabilità potrebbe arrivata la tanto attesa “fumata bianca”, ma i dubbi di Curci sono ancora intatti: cedere alle lusinghe del gruppo guidato dal broker Cristiano Leonardi – che contempla personaggi come il duo Lamanna-Sivieri (ex Cuneo), Di Stanislao (ex Lanciano) e Soviero – oppure conservare una minima parte di quote e lasciare il resto (70-80%) al gruppo di imprenditori salernitani che in estate hanno sostenuto l’iscrizione del Rieti all’attuale serie C ottenendo in cambio una sorta prelazione sulla futura vendita?

BALLOTTAGGIO — La riflessione dell’attuale proprietà non è delle più semplici, anche perché piuttosto articolata nello sviluppo futuro. Ma andando a mettere sotto la lente d’ingrandimento l’intera vicenda e soprattutto la consistenza economica e la credibilità sportiva dei due gruppi, quello salernitano che per certi versi è legato ad alcune dinamiche di campo ormai note (tra gli imprenditori interessati c’è anche Tonino De Sarlo, papà dell’attaccante amarantoceleste, ndr) in questo momento sembra decisamente più solida e sicura, anche se non gli consentirebbe di uscire del tutto dal mondo prima della fine della stagione. Di contro, un’alternativa che non convince appieno visti i pregressi di alcuni personaggi che in questo momento si “nascondono” dietro la figura di Leonardi e per la quale ci sarebbe comunque bisogno dell’ok da parte di chi – come scritto in precedenza – in estate ha deciso di aiutare Curci a non far morire il sogno professionistico del Rieti. Ci sarebbero anche altre opzioni (una riguarda un imprenditore bresciano conosciuto attraverso Paolo Negro, ndr) ma per il momento l’attenzione sembra concentrarsi su questi due filoni.

FINE DI UN’EPOCA — Ma al di là di quello che deciderà Curci, la parabola dell’attuale presidente amarantoceelste può considerarsi ormai conclusa. Nell’estate del 2012, col Rieti in Eccellenza, acquistò il club dall’allora numero uno Stefano Palombi – che a sua volta usciva di scena dopo 9 anni – insieme ad altri due imprenditori locali (Ivo Gentile e Fabio Franceschini), ma nell’aprile del 2013 a rendere la società più solida ci pensò Franco Fedeli, attuale proprietario della Sambenedettese. Con Fedeli furono più spine: 70% al romano, 30% al reatino, fino alla rottura del 2015 quando nel bel mezzo della preparazione atletica (era il 30 luglio), Fedeli mollò tutto per accasarsi alla Sambenedettese. A Curci rimase la classica “patata bollente” da gestire e, supportato dall’attuale diggì Di Santo, decise di proseguire da solo. Era l’inizio del ciclo vincente: quell’anno (2015/2016) con una squadra rimessa su in fretta e in furia, il Rieti per più di metà stagione comandò la classifica, arrivando fino alla semifinale playoff pareggiata sul campo della Torres (1-1 al 114′) che premiò i sardi per il miglior piazzamento in classifica. L’anno seguente, la serie C sfumò sul più bello, ma il Rieti si portò a casa la finale play off (4-1 al L’Aquila) e al terzo colpo (2017/2018) con Parlato in panchina arrivò la promozione. Da lì però, il calvario: prima la cessione al greco Poulinakis in estate, poi la riacquisizione invernale e l’avvento di Capuano che consentì al Rieti di centrare la salvezza. Il resto è cronaca di questi giorni.

DOMENICA IL MONOPOLI — Nel frattempo la stagione va avanti, domenica allo “Scopigno” (ore 17,30) arriva la sorpresa del campionato, quel Monopoli dal quale a fine estate il Rieti ha prelevato il centrocampista capitolino Zampa, che dall’alto del terzo posto attuale, proverà a dare ulteriore seguito alla striscia positiva. Pezzotti rischia seriamente di dover fare i conti con l’emergenza a centrocampo: oltre a Marchi, fuori ormai dallo scorso 1° settembre, anche Tirelli e Guiebre sembrano fuori dalla contesa. Ma se per il primo l’assenza è quasi certa, per l’esterno originario del Burkina Faso, c’è qualche possibilità in più di rivederlo in campo. Decisivo il provino in programma sabato mattina allo “Scopigno”.

LUTTO AMARANTOCELESTE —  Questa mattina, intanto, la squadra ed alcuni dirigenti hanno presenziato le esequie del papà del magazziniere Massimo Cardini (Gianni, 71 anni) deceduto martedì sera dopo aver lottato strenuamente con la malattia, che si sono svolte nella Chiesa di San Michele Arcangelo a Piazza Cavour. Alla famiglia Cardini giungano le condoglianze e la vicinanza di tutta la redazione di NpcTv.

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