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Real, una stagione da analizzare con i numeri. Col Genova quinta vittoria di fila, ma…

Real, una stagione da analizzare con i numeri. Col Genova quinta vittoria di fila, ma…

La gara contro il Genova andata in scena ieri al PalaMalfatti, da una parte, consegna al Real la quinta vittoria consecutiva, dall’altra spunti di riflessione e di crescita: complicarsi cosi una partita praticamente già vinta deve far riflettere e dare spunti su cui lavorare.

NUMERI— I numeri non dicono tutto, si sa, ma ci danno indicazioni importanti su quello che è lo stato di salute di una squadra. Partiamo da quelli positivi: contro il Genova è arrivata la quinta vittoria consecutiva, un dato importante e significativo, che fa aumentare a sette la striscia dei risultati utili. L’ultimo ko degli amarantocelesti risale infatti alla sfida del PalaNinoPizza contro il Pesaro. L’inaspettato ko dell’Avellino al PalaBianchini di Latina certifica il terzo posto solitario, anche se la Came, al pari degli amarantocelesti, continua a correre, cosi come Pesaro ed Acqua&Sapone, che dopo qualche incertezza si sono “liberate” facilmente di Arzignano e Aniene. Fin qui tutto bene, verrebbe da dire, anche se come ogni medaglia c’è anche il rovescio. Analizzando infatti le statistiche delle prime quattro squadre della classifica (Pesaro, Acqua&Sapone, Real Rieti e Came Dosson) solo la Came ha segnato meno gol (71 contro il 78 del Real), ma quello che balza agli occhi è che gli amarantocelesti hanno il peggior score nella voce “gol subiti”, ben 51 contro i 50 della Came, 43 dell’Acqua&Sapone e solamente 37 del Pesaro. Dati su cui riflettere che, inevitabilmente, si ripercuotono anche sulla differenza reti, altra voce in cui solo la Came ha fatto peggio (+21 contro il +27 del Real)

“PRESUNTUOSI”— Sarà che difendere, da giocatore, gli riusciva discretamente bene, ma è proprio questo il tasto su cui Jeffe sta insistendo e che ieri, in occasione della gara contro il Genova, lo ha infastidito e non poco. Troppi gol subiti, troppi passaggi a vuoto o, per dirla con parole sue “troppa presunzione e saccenza”, tanto che, lo stesso, ha ammesso di non riuscire a godersi appieno il successo, ammettendo che “tutti devono migliorare, a cominciare da me”. Solo complimenti al Genova, che nonostante ben quattro assenti non ha mai mollato, approfittando alla grande di un evidente calo del Real nella ripresa. Ripensando al 7-0 contro il Catania forse, viene ancor di più da riflettere, perché questa squadra ha dimostrato che se rimane concentrata, è davvero difficile riuscire a fargli gol, soprattutto in casa. Certo, le assenze in contemporanea di Moura, Rafael, Fortino e Lukaian (un quartetto niente male) incidono, ma è chiaro che questo non può rappresentare una giustificazione, perché più che variabili tattiche, è stato più che mai evidente che nel secondo tempo di ieri a calare è stato lo spirito e la voglia di soffrire. Una lezione da imparare in fretta.

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