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Calcio

Il Rieti alla ricerca della serenità perduta: il 3-4-3 di Caneo ha perso efficacia. Lucarelli consiglia: “Testa al campo, sennò è dura…”

Il Rieti alla ricerca della serenità perduta: il 3-4-3 di Caneo ha perso efficacia. Lucarelli consiglia: “Testa al campo, sennò è dura…”

Da qualche settimana, in tanti si domandano dove sia finito il Rieti targato-Caneo, perché al quarto ko di fila l’interrogativo è d’obbligo: a quella squadra frizzante e aggressiva, che sapeva tenere testa anche alle big e che aveva rialzato la testa nonostante tutte le vicissitudini societarie, cosa è successo davvero?

LA CRISI DI CANEO – Evidentemente, è stata risucchiata dal vortice delle incertezze societarie, dalle vertenze di alcuni calciatori e dalle polemiche scaturite dai fatti post Rieti-Reggina, finendo per minare anche le certezze di un allenatore “solo” che alla vigilia della sfida col Catania non ha di certo fatto un mistero del fatto di non avere un colloquio diretto col presidente Curci e soprattutto di non sapere quale strada imboccherà la società da qui alla fine della stagione. Un malessere, quello di Caneo, che domenica ha vissuto il suo culmine con quell’attacco frontale – più di pancia, che di testa – ai tifosi che dalla tribuna chiedevano alla squadra (sotto di un gol e con un uomo in meno) di tirare fuori gli attributi mentre i giocatori prendevano la via degli spogliatoi.

ECCO LA SPIEGAZIONE – «Ma cosa dite…», ha ripetuto più volte a muso duro Caneo agli ultras, tentando di proteggere i suoi ragazzi, uno dei quali (Esposito) lo ha portato via di peso per evitare che il tutto degenerasse. Ma Caneo, a fine gara, tornando sull’episodio che lo ha visto coinvolto in prima persona, ha voluto precisare alcuni aspetti di quella presa di posizione, facendo emergere – qualora ce ne fosse stato ulteriore bisogno – i disagi e le difficoltà del momento attuale, di una rosa in balia degli eventi e tutt’altro che serena. «Per me i tifosi sono da 10 e lode – dice – perché ci sono sempre stati, anche sobbarcandosi centinaia di migliaia di chilometri, ma in questo momento se uno tira da una parte e uno dall’altra, va a finire che la corda si spezza. Serve coesione e unione d’intenti ed è chiaro che ai tifosi l’unica cosa che possiamo chiedere davvero in questo momento è di starci vicini e di farci sentire il loro calore, il loro affetto, perché è di questo che abbiamo realmente bisogno».

I “CONSIGLI” DI LUCARELLI – Serve invertire al più presto la rotta, dunque, serve tornare a fare risultato, magari seguendo il consiglio di Cristiano Lucarelli – lui di questi momenti ne ha vissuti diversi, compreso quello di Messina – che domenica a fine partita, nel commentare il 4-1 con cui il Catania si era imposto sulle macerie reatine, ha spiegato che «in questi casi o ti isoli da tutto e pensi solo al campo, oppure finisci per farti condizionare dagli eventi». All’orizzonte, peraltro, ci sono due sfide (col Bisceglie in casa e col Rende fuori) alla portata: fare 6 punti è possibile, significherebbe arrestare l’emorragia e prendere tempo, in attesa che Curci esca definitivamente allo scoperto e dia un senso al suo ritorno in sella.

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