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“Quando ci pagate?”. Il Rieti è senza una lira e della futura proprietà non c’è traccia. Battiloro (e i suoi flop) in arrivo

“Quando ci pagate?”. Il Rieti è senza una lira e della futura proprietà non c’è traccia. Battiloro (e i suoi flop) in arrivo

“Quando ci pagate gli stipendi di luglio e agosto? Quando?”. La frase, pronunciata ormai in loop quotidiano dai tesserati del Rieti, continua a non trovare una risposta certa, datata.

INCERTEZZA – Perché in realtà, al di là di aver preso atto che Curci ha siglato un passaggio di proprietà (ancora tutto da verificare) con una certa Italdiesl srl, la cui sede legale è ubicata in un palazzo popolare di San Giuseppe Vesuviano, non si capisce ancora bene chi e cosa ci sia dentro questa “scatola” che oltre un capitale sociale di 60mila euro – che coprono a malapena due terzi di una mesata – pèr il momento resta un’entità astratta.

ECCO BATTILORO – Dagli ambienti calcistici nazionali continuano a rimbalzare voci sulla possibilità di vedere a capo di questa società, il commercialista Gaetano Battiloro, espressione di una serie di fallimenti sportivi come quello della Maceratese e della Novese, giusto per citarne i più recenti. Ed è chiaro che il suo accostamento ai colori amarantoceleste, impaurisce, alimenta cattivi pensieri, non lascia intendere nulla di buono. Per carità, nella vita chi ha sbagliato non è detto che lo faccia ancora, magari può anche ravvedersi e ripartire di slancio.

TROPPI SILENZI – Ma intorno alla vicenda Rieti sono già troppe le cose che non quadrano, che non tornano: possibile che una società o un consorzio imprenditoriale che dir si voglia, a quattordici giorni dall’atto ancora non si manifesta? Possibile che non abbia pensato a sanare la querelle-stipendi che inevitabilmente rischia di ripercuotersi sull’aspetto sportivo? E ancora: con la Lega in pressing e con la “black list” in mano pronta a bocciare eventuali loschi figuri decisi a montare in sella al Rieti post-Curci, possibile che si aspetti il gong per presentarsi con le dovute garanzie bancarie in mano?

GLI SCENARI – E’ ancora tutto così surreale che in questa fase non sembra neanche troppo utopistico pensare ad un “nulla di fatto” che – un po’ come accade nel gioco dell’oca – faccia ripartire tutto dal via. Ma anche qui, la domanda sorge spontanea: ma se quello stesso Curci da tempo nauseato da questo mondo pallonaro e deciso a passare la mano la riprendesse nuovamente, cosa ne farebbe? Ha ancora la liquidità necessaria per non sperperare quello che di buono e commovente è stato prodotto in campo negli ultimi dieci giorni? Troppe domande, troppi interrogativi, poche certezze ed un solo timore e cioè, che al prossimo errore tutto possa dissolversi come neve al sole.

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